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La qualità dell’Essere

1 Ottobre 2011

Alain Kremski

LA QUALITA’ D’ESSERE

Traduzione a cura di Maurizio Redegoso Karithian

3è Millénaire – Quando ci si trova di fronte ad un opera d’arte o si ascolta una musica, siamo penetrati da un certo numero d’impressioni. Queste ci possono portare in un universo molto oscuro, come spesso in un’arte contemporanea sovente molto “psicologica”, o far nascere in noi una nostalgia d’uno stato d’essere più elevato, dei sentimenti potenti… Da cosa dipende la qualità delle impressioni?

Alain Kremski – Dipende dalla qualità di colui che trasmette e della sua intenzione, e della qualità d’attenzione di colui che riceve. Ho ricevuto delle impressioni forti nella mia vita, come in occasione degli incontri con Nadia Boulanger o Karajan. Tali artisti si trovano ad un livello alto di realizzazione, almeno attraverso la loro arte di cui sono padroni, e seminano negli studenti delle comprensioni, dei significativi orientamenti. La trasmissione è a due velocità. Vi è quello che riceviamo da bambini o ragazzi e quello che capiamo improvvisamente decine d’anni più tardi. Poi vi è ciò che è evidente e leggibile dal primo secondo. Seminiamo da un lato qualcosa che farà il suo cammino in modo sotterraneo, che può restare nascosto per anni e si risveglia in occasione di uno shock, ad un momento giusto, inatteso… Dall’altro lato, la trasmissione è più diretta, più immediata, su un piano tecnico, per esempio: come trovare la migliore diteggiatura per eseguire un passaggio difficile, disporre la mano per meglio far suonare un accordo, ecc…

La differenza tra la trasmissione nel campo dell’arte ed il campo spirituale è che la prima può venire da una persona che non si trova forzatamente in uno stato di profondità del suo essere, ma che domina totalmente la sua arte e trasmette la sua conoscenza, il suo sapere, la sua maestria, la sua esperienza. Nella trasmissione spirituale, la persona deve essere in uno stato interiore corrispondente a ciò che trasmette.

L’ideale è quando la qualità d’essere e la maestria dell’arte sono riunite nella stessa persona. La qualità delle impressioni trasmesse dall’artista è allora di tutt’altro livello.
Su un piano puramente spirituale, ho avuto la fortuna d’incontrare dei maestri tibetani come Kalou Rimpochè con cui ho seguito qualche meditazione, Lama Guédung, madame de Salzmann (la discepola diretta di Gurdjieff). Ciò che mi hanno trasmesso andava dal cuore dell’essere. Di alcuni contenuti è impossibile parlare, perché li deformerei. E’ bene proteggere i tesori che abbiamo ricevuto.

La trasmissione dipende anche dal momento giusto. Se posso trasmettere le parole che mi sono state dette in quel momento, non posso trasmettere il gusto dell’impressione ricevuta.

Mi ricordo di un incontro con Kalou Rimpochè che, all’epoca, era molto malato ma aveva lo stesso potuto ricevermi. Aveva tra le mani le cassette di musica per piano che gli avevo dato, e mi ha guardato con molta bontà : “quando fate della musica per gli esseri, sentite che lo fate per il loro bene”. Questa frase parrebbe evidente per un pianista tanto che parrebbe chiaro che suoniamo per il piacere dello spettatore, ma ho sentito profondamente che mi trasmetteva altra cosa.

3è Millénaire: Il lavoro su se stessi compiuto da queste persone, la loro maturità spirituale, doveva riempire le parole del loro senso, in quanto vi è un’energia che accompagna le parole…

Alain Kremski – In una trasmissione autentica, la qualità ed il livello di colui che trasmette permette a delle impressioni essenziali di restare nel nostro essere all’infinito. Questo conferisce una certa autorità a colui che trasmette, e mi sembra importante che questo non pesi sulla persona che riceve, ed è anche il segno di una trasmissione giusta. La trasmissione non imprigiona, non manipola, ma permette di aprirsi alla propria espressione oggettiva, che non dipende da un desiderio o da un gusto personale. Per esempio, gli studenti che vedevo in occasione dei corsi di composizione potevano essere influenzati dalla linea Couperin-Debussy-Messiaen o la linea Schoenberg-Webern-Boulez, e non desideravo intervenire, orientarli su un cammino che non era il loro. Per rivalsa, domandavo loro di collegare le musiche che componevano a delle leggi oggettive che troviamo anche nell’architettura, la danza, la poesia, la vita, la natura, ecc: la musica è movimento, energia in movimento, legata al tempo, allo spazio. Come trovare in un’ architettura sonora le giuste proporzioni, comprendere l’Alto ed il Basso, capire la relazione tra il pieno ed il vuoto, il passaggio dal suono al silenzio, dall’immobilità al movimento, la differenza tra il continuo ed il discontinuo? La differenza tra un ritmo vivo, che porta una dinamica, ed un ritmo artificiale, intellettuale, scritto su carta? Cos’è l’Immaginario? Sono capace di mettermi al posto dell’ascoltatore e di capire che i collegamenti sono altrettanto importanti che i frammenti musicali stessi. Sono sincero scrivendo, assolutamente autentico, o dipendo dalla moda del momento? Provavo a sensibilizzarli a queste nozioni, ma a non guardare le loro opere con i miei gusti personali, e soprattutto a non influenzarli, cioè a non intervenire nel loro linguaggio musicale ea lasciar loro la libertà di esplorazione.

3è Millénaire: Nell’ascolto di un opera musicale, sono spesso colpito dal fatto che il momento stesso in cui sono al limite di lasciarmi andare ad una melodia, il compositore fa una transizione verso un altra cosa. Un’opera di qualità mi parrebbe essere quella che non lascia ricadere l’ascoltatore nel suo stato emozionale abituale, e che l’accompagni per mano fino alla fine del percorso tracciato dalla musica. Queste transizioni che operano in maniera giusta mi hanno sempre colpito.

Un compositore può cambiare d’atmosfera, d’impressione, di tonalità, di ritmo, perché ne prova un bisogno spontaneo e un po’ intuitivo. Può anche decidere di distillare un certo numero d’impressioni in modo cosciente in un certo ordine. Vi è allora costruzione e tocchiamo il campo dell’arte sacra. E’ molto difficile abbandonare la propria soggettività per entrare nel campo di leggi più oggettive. Sono esistite scuole per apprendere le leggi dell’arte sacra. Oggi, ci sentiamo un po’ soli, e poi le formule non funzionano. Non è perché ho capito che tale chiesa o tale architettura sacra è basata sulla quantità d’oro che decido di mettere tale quantità d’oro in un opera e che funzionerà. Al contrario, accade che un opera sia molto armoniosa e, ascoltandola o esaminando la sua costruzione, ci si accorge che il punto forte arriva al momento d’oro. Oggi gli artisti devono essere molto modesti. Personalmente, considero che non ho la conoscenza né la padronanza di questo. Ne ho soltanto l’intuizione ma non una vera conoscenza.
In un’ opera d’arte, vi sono delle successioni d’atmosfera. L’energia non è sempre la stessa. Il continuum non è sempre sullo stesso piano, e ciò è positivo. Si verificano delle cadute di energia, dei rallentamenti, poi nuovamente ritornano delle intensità. Ciò che è molto importante, nella musica come nel teatro, nella danza o in tutto lo spettacolo, è, come già detto, non soltanto il contenuto di ogni frammento, di ogni atmosfera, ma è il momento preciso in cui si collegano. Le cerniere, le concatenazioni sono anch’esse importanti come il contenuto stesso. Capire, sentire, sapere il momento giusto in cui l’energia deve cambiare direzione, atmosfera, o anche sentire che una nuova impressione deve apparire, o cambiare, è una scienza.
Se ci riferiamo ad un certo numero di cerimonie e di riti in Asia, possiamo chiamare questa la scienza dello shock addizionale. E’ il momento dove la qualità di una energia in movimento si indebolisce. O l’artista cambia la qualità d’atmosfera inconsciamente, essendo trainata dalla sua creazione che non domina, o è assolutamente cosciente di questa perdita d’intensità ed introduce la materialità, la qualità d’energia, i materiali giusti che portano lo spettatore ad essere attratto perché l’energia, la qualità d’energia in movimento continuino sullo stesso livello. Penso che pochi artisti abbiano questa scienza, e ne hanno anche preoccupazione. Ma ne troviamo numerosi esempi nelle opere d’ Arte Sacra del passato.

3è millénaire: A questo punto dell’opera, di cui parlate, vi è uno shock di presenza…

Alain Kremski – Assolutamente. E’ uno degli aspetti dell’Arte Sacra : il Risveglio.

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