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La vera intelligenza di Susanne Devoldre

1 Aprile 2011

a cura di Luciana Scalabrini

Intelligenza interiore, nel più profondo.

Non è quella che dà la misura del senso del tatto, dell’odorato, del gusto o dell’udito, o della vista.

È una visione tutta diversa quella dell’intelligenza di dentro in fondo a noi, è  non localizzata.

Le parole del linguaggio corrente perdono peso e credibilità quando si compie la trasformazione.

Il conosciuto significa ciò che si è appreso, registrato, memorizzato.

Ma ecco che sembra di sapere ciò che non si sapeva e senza averlo appreso!

Dei lampi, delle immagini  delle certezze, delle finezze…  impossibile sapere da dove viene quel sapere!

Forse da una riserva di cose sconosciute che offrono le loro soluzioni senza dover risolvere il problema con la via logica consueta.

E il corpo, divenuto strumento apprezzabile ( medium significa mezzo o intermediario) focalizza gli ologrammi percepiti secondo le variabili scattate.

Corpo ignorato fino ad ora o più esattamente mal usato e che, attivato da un contesto cosmo- organico, si vede divenire vibrante arco su corde infinite.

Il suono o l’immagine mentale che ne risulta è all’altezza del diapason delle nostre cellule e della nostra fondamentale esistenza.

Un diapason che può variare, una gamma esistenziale che può estendere le sue ottave all’infinito.

E poi in progressione, il nostro corpo funziona sempre meglio, docile all’ascolto dell’ignoto, aperto al suo simbolismo o visione diretta privilegiata.

Da qualche parte: quella parte che si cerca invano per ricordarsi dove fosse quel già visto.

Da qualche parte : quella parte è evidente e la ricerca era vana.

Doveva venire il tempo e il tempo è venuto.

Il tempo di cancellare lo stesso tempo è arrivato quando lo strumento corporeo funziona perfettamente, senza che siano presenti parassitarie le logiche paralizzanti della conoscenza.

L’ego soppresso, è l’Io universale che palpita sotto il cuore illuminato in uno spazio cosciente tutto nuovo che percepisce i tutti di ciascuno, fortuna e non- fortuna, in un corpo trasformato.

Mutazione del terzo millennio!

Se dei nodi sono sciolti, corpo tutto nuovo, forse sarai tu non solo rischiarato, ma illuminato; Corpo di gloria, alchimia trascendente, forza- luce nelle tue cellule, emissione finale, hai spezzato l’oscuro muro cieco, ritornerai al tuo cielo per elargire in altro modo, sotto un’altra insegna la luce in cascate di amore e piogge di bontà sulla natura umana.

Condizione d’evoluzione, dono eterno, condizione suprema per uscire dai nostri condizionamenti. Evoluzione sublime che è la freccia d’amore che trafigge i nostri cuori, luce di gioia indicibile forza dell’Essere… e splendore di un loto sbocciato all’infinito, al di là delle forme stesse, dell’immaginazione e della descrizione.