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La verità di Marigal

24 Settembre 2010

3ème Millénaire n. 81 –  Traduzione della dr.ssa Luciana Scalabrini

Quando parliamo di verità, di cosa parliamo? C’è una cosa come la Verità? Cosa è detto a proposito della Verità?

Da che la parola Verità è formulata, cioè da quando il senza forma prende forma mentale,  è il concetto Verità che appare; non è la verità in quanto tale che prende corpo. Come ogni concetto, la parola verità non riafferma la realtà di ciò che è, e da questo fatto non c’è cosa in sé come la Verità.

Come il concetto dell’acqua non ci permette di gustare l’acqua, la parola verità non può farci conoscere la concretezza della verità, il vero della verità, il reale della verità. Il vero della verità è ciò che è in gioco, ciò che è giusto; ciò che è reale, ciò che è.

E’ anche il significato della parola essere, verbo o sostantivo che nei due casi può essere libero e aperto.

Per esempio quando dico, sono studente, sono panettiere, sono sarto, oppure sono una donna, sono bruno, sono gentile, ecc… significa una qualità d’essere, uno stato d’essere, che sono per natura, o può essere un’immagine uscita da uno sguardo a un momento dato. In ogni caso, quando dico sono questo o quello, ciò che sono non si riassume in un’immagine fissa, definita, che non cambia nella continuità. Designa un processo in azione, una situazione in movimento, che sta per svolgersi, vivere, esistere, divenire.

Che si tratti di un sostantivo, un essere o un verbo essere, quel termine designa un processo in azione, una situazione in divenire, un movimento in formazione. Così essere può designare un’immagine, ma allo stesso tempo è un’infinità di sensi che appaiono, tutti portatori di cambiamento, di concretizzazione di una forma, d’espressione di processi psichici, mentali, psicologici, metafisici…

Ciò che è non è qualcosa di fisso, limitato, circoscritto…, non è né questo né quello…Ciò che è  imponderabile, vivente, creativo, che fiorisce continuamente.

Conoscere la verità è conoscere ciò che è, essere cosciente di ciò che è in principio e nel divenire.

Per questo non si tratta solo di procedere a un’esplorazione mentale attraverso le parole, i testi, i libri anche sacri; non faremmo che esplorare il dito che mostra la luna. Bisogna provare ad entrare direttamente in relazione con ciò che è, la nostra natura essenziale, che risiede nel più intimo del nostro essere, nel senza-fondo delle nostre cellule.

In quello spazio del prima della forma, emerge la vibrazione coscienza, prima forma in seno all’immobile, l’origine di tutto il mondo manifesto. Questa infima energia che si risveglia da noi stessi è il reale di ciò che è, il concreto dell’immanenza; è il toccare della coscienza con la forma corporea, sentito dall’essere umano in quanto coscienza sensibile, alla radice del nostro funzionamento spirituale, fisico, mentale, affettivo, emozionale.

La verità è nel movimento della vita, è il cuore vivente di ciò che siamo, così come siamo, in noi-emozioni; è nel nostro modo attuale di funzionare, nella nostra relazione con gli altri e con il mondo.

Non c’è una verità stabilita, riconosciuta, riconoscibile con uno o l’altro criterio. Ogni essere, ogni avvenimento, ogni situazione ha la sua verità, è un’espressione della verità. Vivere in verità, vivere la propria verità, è essere liberi di essere noi stessi… Sia saggi, sia folli, ordinari o pieni di talento, rudi o delicati, ridanciani o silenziosi.

Poco importano le apparenze, se siamo fedeli alla nostra verità, in accordo con ciò che è.

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