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L’amorizzazione: un fatto, un dovere di Paul Chouchard

12 Dicembre 2010

L’amorizzazione: un fatto, un dovere    – di Paul Chauchard

«Un mondo il cui  “potere comunicante” incessantemente mi veniva agli occhi con il “potere convergente”… Il cuore di Cristo universalmente coincidente con un cuore della Materia…..

(Il cuore della materia, 1950.)

«Nella misura stessa in cui si rivela contemporaneamente super- personale e super- personalizzante, l’Universo… s’amorizza interamente… Ora, un Universo amorizzato che cosa è se non un Universo eccitato, attivato all’estremo della sua potenza vitale?»

(dal Cosmo alla Cosmogenesi 1951.)

« L’amorizzazione dell’universo… L’Universo che si amorizza e si personalizza nel dinamismo stesso della sua evoluzione….Il Cristianesimo…riprende e consolida… il suo posto assiale e dirigente…se si presta attenzione sufficiente alla sua straordinaria significativa potenza di “panamorizzazione”.

(il Cristico, 1955.)

Per tutta la vita Theilard de Chardin ha riflettuto sull’importanza dell’amore nel mondo: non un sentimento poetico, dove il dovere è imposto da una concezione religiosa, ma è il gran segreto della coerenza e dell’importanza della Cosmogenesi, concezione scientifica dell’amore, che si potrebbe chiamare agapologia prospettiva. Basta rileggere  il capitolo sull’amore- energia del Fenomeno umano(p.293), lo Spirito della terra(p.40, T 6), lo Schizzo di un Universo personale( p.89, T6),  l’Energia umana (p.180,T 6)

Giunge, nella  convergenza e il mutuo aiuto della sua visione di scienziato e della sua visione di cristiano mistico, a confermare oggettivamente, e per così dire tecnicamente, il valore umano e anche cosmico della doppia legge dell’amore: amare il prossimo come se stesso, e amare Dio, quel triplo segreto psico -biologico della felicità (centrarsi  = crescere, decentrarsi = amare,  sovracentrarsi = adorare). Teilhard è un concordatario che deforma la scienza o vede  più chiaro e meglio degli altri scienziati? La risposta è importantissima. Gli ingegneri tecnocrati della città futura e dell’uomo nuovo hanno avuto torto a dimenticare l’amore? Quello spiegherebbe i loro attuali fallimenti che porteranno, se non se ne vedono gli sviluppi, al fallimento dell’uomo.

Importa domandare  alla scienza attuale cosa ne pensa. Da quando gli scienziati, qualsiasi essi siano,  vogliono andare fino in fondo al loro impegno e non si misurano con un’analisi necessaria ma insufficiente, sfociano, senza volerlo, su delle intuizioni del paleontologo Teilhard. La fisica dell’atomo incontra il concatenamento, le interazioni delle particelle, i campi. La teoria cibernetica dell’informazione che misura l’organizzazione, di cui essa fa un’entropia negativa, dà la sua elaborazione scientifica alla concezione teilhardiana dell’energia di centrazione e comincia a  considerare la portata di organizzazione che spiegava filosoficamente la metafisica tomista dell’informazione che, ricondotta  alle sue sorgenti autentiche, è quella metafisica dinamica dell’unione che Teilhard chiedeva ai filosofi.

In un universo in cosmo – genesi, non ci sono strutture, ma strutturazioni secondo l’attrazione e la repulsione. Perché l’essere si mantenga, bisogna che lo sostenga l’attrazione. Se i gradi di organizzazione implicano dei gradi di coscienza, un dentro delle cose,  è non meno vero che la dinamica di questo dentro consiste nei gradi d’amore. Non è una falsa immagine, ma una giusta analogia chiamare affinità  le attrazioni degli atomi e delle molecole. Beninteso non si tratta dell’amore umano, ma se non si trattasse di un livello elementare della stessa natura, un pre- amore, non ci sarebbe un amore superiore.

Nel vivente si può parlare  di un livello biologico automatico ed inconscio dell’amore di sé, quella forza di armonizzazione e d’integrazione  che spinge al mantenimento della vita. Sia nelle regolazioni interne ( saggezza del corpo) sia nei comportamenti istintivi difensivi, un amore di sé che è amore della specie, che si estende negli automatismi della riproduzione, l’amore in senso sessuale. L’amore biologico è tanto più sviluppato quanto più l’essere è organizzato  in modo complesso, ma si manifesta già negli unicellulari, il cui comportamento è un vero psichismo inferiore. Viaud non ha dimostrato che nei tropismi c’era una parte affettiva, la fuga davanti allo sgradevole, che chiama col nome significativo di patia? Quell’amore di sé inconscio  si manifesta ancora di più nello sviluppo, dove si tratta della costruzione e della realizzazione di sé.

Quando si passa dalle specie inferiori alle superiori, non c’è solo progresso meccanico della saggezza del corpo e della saggezza istintiva. Proporzionalmente al progresso del cervello, si aggiunge una presa di coscienza e un controllo dei bisogni, dove inizia il vero amore cosciente, amore di sé e amore per gli altri. Relazione sessuale e relazione sociale puramente automatiche  negli insetti, sono già un po’ relazioni interpersonali negli uccelli e nei mammiferi.

Nella prospettiva del progresso dell’amore cosciente, è un livello di un altro ordine quello che c’è nell’uomo con l’amore riflesso.  E’ possibile oggi sviluppare tutta una neurofisiologia dell’amore, che mostra la sua importanza per l’equilibrio umano individuale e sociale (amore ottimo per sé e per gli altri) , poiché non si è più sul piano di una semplice conoscenza degli automatismi dell’amore,  e in più  questi sono ridotti nell’uomo a oscuri bisogni  che non vengono da buoni istinti; l’uomo non sa naturalmente che per essere normale deve amare e come amare. L’essere umano libero ma ignorante, distrugge la sua libertà, lasciandosi andare all’errore dell’indifferenza e dell’odio. Così fa dell’amore , dell’amorizzazione, legge del suo essere, tanto più importante quanto il suo dinamismo e la sua malleabilità sono ben più grandi che nell’animale, un dovere difficile, un’ascesi, uno sforzo, ma obbligatorio per essere pienamente uomo. La vera morale non è un incomprensibile legalismo di costrizione, è la fedeltà alla sua costruzione e a quella dell’umanità, lo sforzo di amorizzazione di cui gli uomini sono responsabili davanti a se stessi , davanti agli altri e davanti a Dio.

La  volontà  di amorizzazione, che è sottomissione alla grazia di Dio, nella comunione della sua opera, non sfocia nella vera felicità, ma approda all’armonia e alla bellezza. Amorizzare è imbellire, e ritrovare in tutto il senso sacro o nel rispetto  della natura che non è statica inazione, ma dinamica realizzazione, sé divino nel cuore della materia, il viso del Dio amore,e al tempo stesso Dio delle galassie e Dio presente al cuore di ciascuno e di tutti gli uomini.

N.B. – Per maggiori dettagli , Carnet Teillhard N° 2 : « Teilhard testimone dell’amore ».

Libri :

Notre corps, ce mystère, Beauchesne

Morale du cerveau, Flammarion.

(a cura di L. Scalabrini)

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