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Pensieri di Pascal de Neufville

11 Febbraio 2011

Dall’archivio di 3millenaire a cura di L. Scalabrini.

Non si tratta di sbarazzarsi del conosciuto con l’esclusione, ma si tratta di comprenderlo totalmente, completamente solo, senza intermediario, onestamente.
Con questa comprensione globale, senza concessione, c’è liberazione dal conosciuto; questo è messo al suo giusto posto, non è più causa di conflitto.

E’ difficile realizzare che non si può agire sul pensiero perché si è quello stesso pensiero. E tuttavia, quella separazione del pensatore dal suo pensiero è all’origine di tutti i conflitti.

Quando l’io prende coscienza che E’ quel pensiero, e che quel pensiero non può afferrare il presente, poiché è il risultato del passato, allora il pensiero si estingue da solo ed anche l’io.

Cos’è un individuo pienamente responsabile?

E’ un essere che, avendo compreso globalmente la sua appartenenza al mondo, agisce di conseguenza.

E’ essenziale osservare molto attentamente, quando si fa un progetto d’ordine materiale ( organizzazione di un impiego del tempo, viaggi, ecc…) , se non si sovrappone al tempo cronologico inevitabile il tempo psicologico illusorio, se non si proietta un’immagine di se stessi, un’immagine del passato, dunque un’immagine morta, verso un futuro dove si sarebbe  più o meno ciò che si era o ciò che si crede di essere nel presente.
Non c’è futuro se non nel calendario, non lo si può concepire che sotto questo angolo, perché altrimenti ci si trova in un vissuto conflittuale, un miraggio.
Il pensiero è semplicemente una corrente secondaria dello stesso fiume. Energia che ha come funzione la  conservazione dell’organismo vivente.