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Una romanziera definisce la rinuncia di Denise Greindl

30 Novembre 2010

Un proverbio cinese dice” Gli dei, gli uomini, i diavoli si comportano nello stesso modo”.

Ci sono delle eccezioni, degli esseri ammirevoli, e Han Suyin è di quelli. Han è una grandissima scrittrice cinese che visse intensamente e finì per gridare a 37 anni:” Tutto comincia con l’amore e la rinuncia”. Essa ha il genio della vita!

Nel suo libro ”Multiplo Splendore”  essa ci insegna a diventare migliori. Tutto il libro è un inno alla gioia, un inno d’estasi.

Il soggetto? Una giovane donna medico ama un reporter britannico incontrato a Hong-Kong, un reporter affascinante, ma sposato e con bambini. E’ tragico. Il loro amore è profondo e vero. Il loro desiderio di non lasciarsi più cresce ogni giorno. E’ come un preludio alla beatitudine. Si amano, si scoprono diventando l’uno per l’altro sempre più preziosi. Si amano e questo gli basta.

Han (questo è il suo nome nel libro) non parla a Marco di aspirazioni spirituali nel 20° secolo e però non può nascondere alla sua vicina d’ospedale questa frase significativa: ”Marco ed io ci amiamo tanto che non possiamo più resistere a ciò che è nobile”

Potente paradosso!

« Multiplo Splendore » non è un romanzo rosa. E’ un campo di battaglia, un’arena dove ci si batte per la patria, pur essendo alla mercè dell’amore.

Le pagine di tenerezza si alternano ad altre, dove la rivoluzione comunista è al suo culmine, dove la linea del pensiero rosso  s’insinua. Quel fervore amoroso induce tutto l’universo di oggi a commuoversi. Anche in America i lettori vanno in visibilio davanti alla bellezza di una comunione che si rinnova per se stessa.

« Io, dice Marco, il materialista, voglio rinunciare a Suyin per amarti meglio”. E più in là:” Questo per dirti che ti amo e che non ho lacrime agli occhi”. Più in là: ”Mi mangiavo le mani per dimenticare il vuoto della mia vita, non me le mangio più, tu hai su di me un potere che nessuno ha mai avuto. Tu fecondi la mia vita”.

Quell’amore è completo

La giovane donna che non  era mai sbocciata dice: “Tutte le porte della mia carne si aprono all’improvviso a questa primavera appassionata, a questa esuberante follia, a questo sole temerario, che aleggia attorno ai nostri giovani e folgoranti desideri”.

Questa artista non aveva mai immaginato prima dell’età di 37 anni, la possibilità di una tale perfezione in un’unione. Eppure si era già sposata due volte.

Non è la loro passione, i loro incontri che danno al loro corpo e alla loro anima quella indefinibile affinità, ma è la qualità del loro amore, del loro slancio, della loro aspirazione.

«Ed ecco, confessano insieme, siamo dei problemi risoluti. »

Per gli uomini, è il piacere che scoprono nel lavoro a distrarli dall’angoscia di vivere. Qui Marco  le dice:  “Ho una nuova donna in ogni scalo”. Più oltre: “ Io mi degradavo”. “ Soffrivo per non essere amato?”. Più in là: “Ho trovato nell’amore tutte le risposte a tutte le domande essenziali”. “ Come ho potuto far l’amore con tante donne, dice guardando Han Suyin con rispetto, quando una sola è capace di rivelarmi a me stesso e di rivelarmi l’Assoluto”.

Il grande amore è fatto di lacerazioni. La giovane donna è coinvolta nella rivoluzione dell’Asia e deve partire, lui è imperialista e non ottiene il passaporto per la Cina comunista. Che fare? “ Perché devo scegliere tra la mia Cina e te?, dice Suyin; andrò laggiù per diventare migliore ed amarti di più”.

Lei ritorna a Hong Kong, “piccolo angolo di cometa, roccia di arrivo, di partenza, dove mi appoggiavo per preservare Marco dalla sofferenza”.

Lui risponde: “ Grazie al nostro amore, Han, comprendo che la vita non è in nessun luogo  che in me stesso.” .”Parto per una missione urgente, Suyin, porto con me nel pensiero l’umanità intera per ridarle la speranza”. “ L’amore scopre  prodigiose scorciatoie e prima di te provavo invano ad afferrare l’inafferrabile.”

Da dove viene quell’amore di cui i lettori dei sei continenti hanno la nostalgia? L’amore di Marco e di Suyin avrebbe potuto fiorire senza la rinuncia?

Non credo. Non avevano la vocazione per il sacrificio, ma hanno sentito in se stessi che l’amore, per aspirare al massimo, si nutre di semplicità, di sacrificio, di rinuncia che giunge all’annientamento della personalità.

La stessa Han diventa umile davanti a Marco, non si vanta più dei suoi studi brillanti, dei suoi doni linguistici, letterari, diplomatici, delle sue borse di studio, dei suoi successi. Essa ama e ogni vanità svanisce.

Un giorno a Hong Kong un vigile li arresta perché troppo affettuosi in pubblico. “ Scusateci, dice Marco con umiltà, siamo innamorati”.

Altro dramma. Han Suyin è stata molte volte in Cina, SI è dedicata alla sua patria in pericolo ed è ritornata da Marco. Lui è ritornato a Londra dove vuole divorziare. Sua moglie rifiuta per la semplice ragione che ama suo marito. Marco è  abbattuto e non sa come dirlo alla sua amata. “ Cara,  mi hai aperto le porte della vita”. Più in là: “ Mi hai insegnato l’umiltà”. “ Sto per riscrivere a mia moglie per persuaderla al divorzio.”. “ Suyin, tu sei tutto per me, io sono diventato, grazie al tuo amore,  un uomo degno di questo nome”. “ Ci sono cose così grandi tra di noi che è impossibile definire.”. Più oltre:” Nessuno mi aveva mai detto ciò che è l’amore e la rinuncia”.

Al ritorno di Han Suyin il loro amore sembra più profondo ancora. Però Suyin sogna di avere Marco vicino a lei e se ne rammarica: “ Devo amarti ancora molto per renderti libero, amore mio”. E ancora: ”in questo momento, ti amo  sempre attraverso l’alto”.

Di nuovo sono a Hong Kong, città in equilibrio tra cielo e mare, rifugio d’amore, città dove ci si risveglia…

Ma il loro ritrovarsi è amareggiato da una lettera. La moglie di Marco rifiuta il divorzio e lui non può costringerla. Come reagirà Suyin? Né singhiozzi, né minacce.  La stessa rivolta di un tempo, che lei aveva in fondo all’anima,  è scomparsa. “Appoggiavo, dice con umiltà assolut, la fronte alle sue ginocchia per parlargli della gratuità del suo amore: Marco, ti aspetterò sempre nel mio cuore. D’altronde non puoi farmi del male, perché il mondo che lasci dietro di te è tutto pieno di te”. E ancora:” Parti Marco, compi il tuo dovere in Corea”.

Quando la partenza è rimandata, scrive alla sua amata:  “Mi affretto sempre per tornare da te, Han, come se la mia visita dovesse essere la più bella e l’ultima”.

Infatti qualche settimana dopo lui è ucciso. La morte ha abbracciato un compagno degno di lei.

Suyin è molto dignitosa e cerca nella solitudine il modo di non interrompere quella comunione. La vedovanza esiste per una donna che si è donata tutta intera? Non continua con Marco, lontano, quel cammino verso sfere più vaste?

Questo libro è potente: quella virtuosa dell’amore ci fa gustare la sua vita d’innamorata e la dipartita del suo eroe che lascia questo mondo come si allontana una luce( i nostri piedi nella polvere, le nostre teste tra le stelle!)

Suyin scrive come il bambino respira e ci comunica con una ricchezza di stile incomparabile la sua nostalgia per l’amore infinito che condivide con Marco.

L’opera di Han Suyin contiene più di un mondo: un cuore che batte, nella rinuncia totale.
Ci insegna la spontaneità e la gratuità dell’amore.

(a cura di

L. Scalabrini)

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