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Aprire la porta ad una nuova rivelazione di K. Graf Durckheim

24 Gennaio 2011

Scelto dall’archivio di 3emillenaire, a cura di Luciana Scalabrini.

Abbiamo incontrato Kalfried Graf Durckheim al colloquio “ Dogmi e Mistica”. K.G.Durckheim ci ha risposto sull’utilità e l’inutilità di quei colloqui. Sono in tutti i casi il segno di un interesse che va crescendo per la dimensione spirituale e ciò che c’è di essenziale in essa, cioè l’Essere.
Possiamo leggere nell’opera di Durckheim “ L’uomo e la sua doppia origine”:  ” Ciò che fa vibrare questa gioventù responsabile dell’avvenire è l’intuizione della sua origine infinita e la collera per essere stata tenuta fuori da questa conoscenza. I responsabili di ieri si trovano a mani vuote davanti all’esigenza dei tempi nuovi che pretendono il cambio dei loro”

D.   Signor Durckheim, cosa pensate di questo genere di incontri?

G.D.    Il colloquio è molto interessante, ma, come ogni volta che ci si serve del linguaggio, il pericolo di ragionare intellettualmente ci mette in guardia. Quante persone presenti avranno provato uno choc? Sono solo delle riflessioni mentali che sono in gioco? Qualcosa ha  veramente spaventato? Ciò che spaventa nel senso che fa morire qualcosa in noi è quello che può far nascere qualche altra cosa di totalmente nuovo.

Ora, ci sono troppo pochi feriti in sala che hanno subito questa piccola morte per cominciare una nuova vita. Tuttavia ammiro sempre queste iniziative, vi partecipo e ho sempre l’impressione che possono essere fruttuose. Ma non bisogna aspettarsi che qualcosa cambi nel mondo in seguito a questi colloqui.

D.    Però, se avete accettato di partecipare è con uno scopo preciso. Qual è l’essenziale di ciò che volete comunicare?
G.D. : Viviamo in un’epoca completamente nuova. Bisogna che l’uomo capisca che si tratta di prendere sul serio la realtà di ciò che è lui stesso ,in fondo a lui: “ Io sono il Cristo”.

Con la meditazione ci si avvicina  a quel “ io sono”. Il Cristo non è in cielo o da qualche altra parte ma nel nostro Essere essenziale. In questo modo, individualmente, il Cristo si trova ad Essere sulla terra, è la mia essenza e allora ti senti figlio di Dio. Sono parole che corrispondono a una esperienza, non a una credenza.

Così il Cristo invita l’uomo a immergersi nel suo essere essenziale, a fare l’esperienza del divino in lui, a riconoscere quella ricchezza interiore che paradossalmente ancora non conosceva.

Si tratta di trovare in noi ciò che siamo realmente come ricchezza del divino e non di credere semplicemente che quello esiste.

D.    Tuttavia la maggior parte degli uomini non ha questa conoscenza Cosa impedisce all’uomo di vivere l’esperienza del divino?
G.D. : Molti semplicemente perché l’uomo generalmente è contento di essere  “ me” in questo mondo, di avere dei doni, di farsi una vita, di tutelarsi, di avere una vecchiaia sicura. È la vita dell’uomo normale, del piccolo borghese, forse quella di un buon cittadino e questo non è così male.

Quell’uomo esiste nel suo tempo, non cambia. Però ci troviamo in un’epoca in cui l’uomo è chiamato a passare su un piano completamente diverso da quello dove era fino ad ora.
D.    Volete dire storicamente?

G.D.    Ogni uomo è chiamato a lavorare quotidianamente su se stesso; ogni istante può diventare occasione per un esercizio di lavoro sincero che farà esplodere la pienezza dell’essere.
Bisogna che l’uomo abbia il coraggio di considerarsi rappresentante del divino. La sua essenza è il divino in lui. Dio è dappertutto. Ho conosciuto un religioso che diceva: “ in voi? In me? No! Che insolenza pensare che Dio sia in me!”

Non è un’arroganza pensare di essere il Cristo in questo nocciolo. Ciascuno ha  quel nocciolo e la chance e il dovere di diventarlo. Questo è il punto vero: ciò che pretendo corrisponde a delle esperienze e non a delle idee o a delle credenze.

Ho avuto a casa mia per un certo tempo una religiosa superiora di un monastero di Cappuccine in Svizzera. Più tardi, ho ricevuto una sua lettera  in cui mi diceva la sua gioia per aver scoperto la trascendenza interiore.
Il busto di gesso comincia a cadere. Qual è quel busto? È la credenza religiosa che inconsciamente è ancora nel mentale. Le religioni sono tutte dei riflessi diversi di una stessa realtà divina.

La differenza tra l’insegnamento religioso e l’insieme dei dogmi da una parte e l’esperienza diretta del divino che l’uomo può realizzare è segnata da uno choc che fa esplodere tutto ciò che l’intelligenza aveva stabilito.

L’uomo ha più bisogno di pugni che di carezze; è quando non comprende più che ha la chance di  imparare qualcosa. Qualcosa la cui qualità particolare è ciò che si chiama il numinoso.

D.    Che messaggio dareste ai giovani chiamati a vivere in questo mondo.

G.D.   Quando domandano dov’è Dio, bisogna rispondere: “ Dove siete felici”.

Alcuni libri di K. GRAF DURCKHEIM

Aux Editions Le Courrier du Livre:

Hara, centre vital de l’homme, 3e édition, 1974

La percée de l’Etre, ou les étapes de la maturité, 1970

Pratique de la voie intérieure. Le quotidien comme exercice, 1969

Zen et nous, 1975

Aux Editions du Cerf:

Dialogue sur le chemin initiatique, Karlfried Graf Dürckheim et Alphonse Goettmann, coll. «Témoins spirituels d’aujourd’hui».

L’homme et sa double origine, 1980.