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Creatività e Scienza di J. Krishnamurti

4 Dicembre 2010

CREATIVITA’ E  SCIENZA di Krishnamurti

Nel marzo del 1984 Krishnamurti era invitato dal dott. M.R. Raju a partecipare ad un simposio al Centro Internazionale di Ricerche a Los Alamos, Nuovo Messico su “Creatività e Scienza”. Il 20 marzo diede una conferenza su questo argomento e il giorno dopo rispose alle domande.

Los Alamos è una città a 7000 piedi d’altitudine situata a 45 miglia a nord ovest di Santa Fè, Nuovo Messico. Cespugli di salvia e numerose varietà di pini ricoprono la circostante regione. La vista si estende da qui su 60 miglia o più attraverso i vasti spazi dell’alto deserto, le tradizionali contrade degli Indiani fino ai picchi scoscesi delle montagne “Sangre de Cristo”

Quando il dott. Robert Oppenheimer, il grande fisico e studioso di sanscrito scoprì questo posto, era intatto a parte una piccola scuola privata per ragazzi ed alcune vecchie costruzioni di Indiani.

E’ stato scelto per essere il Centro delle Ricerche Atomiche Americane poco dopo l’entrata degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale.

Oggi, dopo circa 40 anni ,si è ingrandito dal piccolo villaggio che era ed è una città di più di ventimila abitanti.

Il centro delle attività è attualmente il più esteso della ricerca atomica, ma è di  natura altamente segreta.

KRISHNAMURTI: Se posso dire così, questa non è una conferenza; è una conversazione tra voi e l’oratore. Il tema è “Creatività e Scienza”.

La scienza significa generalmente conoscenza accumulata, così che relazione la creatività ha con la conoscenza?

Cos’è la conoscenza? E’ ottenuta attraverso migliaia d’anni di esperienze e accumulata nel cervello come memoria. E da questa memoria si forma il pensiero.

Così il pensiero è sempre limitato, sia ora che in futuro e dove c’è limitazione, c’è conflitto.

Quale posto ha la creatività in rapporto alla scienza?

C’è una relazione? Per favore, pensiamo insieme.  Indaghiamo sulla sorgente profonda del processo cumulativo della conoscenza. Abbiamo dato un’importanza enorme alla conoscenza fin dai tempi più antichi. Molto tempo prima della diffusione della civiltà cristiana c’era un rispetto enorme per la conoscenza. E la conoscenza, come dicevamo prima, è sempre limitata perché è basata sull’esperienza, ed “ è pensiero”.

Il pensiero ha creato le cose più straordinarie e le più meravigliose nel mondo, tutti i grandi monumenti fin dai tempi antichi, la grande arte, la vasta tecnologia dei giorni nostri, la medicina, la chirurgia, le comunicazioni, il computer, i viaggi sulla luna e la bomba atomica.

Il pensiero ha creato Dio, ed ha anche creato le guerre.

Gli esseri umani, dagli ultimi cinquemila anni o più si sono uccisi tra loro in nome di Dio, in nome della pace, in nome delle proprie contrade tribali particolari. Ora nella presente civilizzazione siamo stipati qui dove produciamo armi distruttive come risultato della scienza che è conoscenza. Così, che posto ha la conoscenza, la scienza nella creazione?
La creazione è stato uno dei problemi più complessi.
Diverse religioni dicono che Dio è la sorgente della creazione, ma ogni paese tribale ha la sua particolare espressione e i suoi propri dei tribali, che si chiamano “nazionalismo”.

Tutto questo è stato il risultato del pensiero e il pensiero può mai essere creativo nel senso più profondo?

Cos’è la creazione? La creazione deve sempre essere espressa, manifestata? Ciò che è manifestato deve essere limitato. Siamo il risultato di secoli di sforzi, di conflitti, di lotte, di sofferenze, di tristezze. I nostri cervelli hanno una capacità infinita, ma sono stati condizionati non solo religiosamente, ma nazionalmente.

Abbiamo diviso il mondo geograficamente, religiosamente, culturalmente e abbiamo diviso gli esseri umani – i caucasici, i neri,i bruni – E così il pensiero ha generato un conflitto estremo tra gli esseri umani, non solo tra gli individui, ma anche collettivamente. Questo è un fatto

Abbiamo sofferto per le guerre ed ogni forma di malattie. La scienza è stata capace di aiutare e di guarirne certe , ma la scienza ha anche prodotto gli strumenti di guerra i più distruttivi in tal modo che ora potete distruggere il mondo intero in nome di ideali, ideologie e della glorificazione tribale che è il nazionalismo.

In considerazione di tutto quello, cosa siamo noi dopo quarantacinque mila anni come  “homo sapiens”? Cosa siamo?

Cosa siamo diventati? La maggior parte degli esseri sono terribilmente confusi, incerti, sebbene possano non ammetterlo, non cercando solo la sicurezza fisica ma interiormente la sicurezza psicologica nelle loro relazioni e per il futuro.

I nostri cervelli sono specializzati e condizionati dalla conoscenza e così le nostre attività sono condizionate, limitate.

Dove c’è limitazione, deve esserci conflitto

Quando dividete il mondo in Americani, Asiatici, Europei, Ebrei e Arabi, deve esserci conflitto. Non solo le guerre ma conflitto tra individui, tra uomo e donna.

Considerando tutto questo, che posto ha la creatività? La conoscenza non può mai essere creativa sebbene possa portare un mondo fisico migliore. Diamo una importanza straordinaria alla conoscenza, che è l’intelletto che guarda l’intelletto, come se avesse un’importanza vitale, ma anche l’intelletto è limitato.

Non guardiamo mai la vita in modo olistico, come un tutto, ma piuttosto come uno scienziato, un medico, uno psichiatra o come fanno gli specialisti.

Siamo prima di tutto dei focolari umani, come focolari umani cosa siamo? Cosa siamo diventati millennio dopo millennio? Siamo civilizzati? So che siete una società molto ricca, avete molte auto, belle strade, bei posti, etc. in quanto esseri umani cosa siamo? Come esseri umani capaci di creatività, non solo uomini di scienza, ma anche nella nostra vita quotidiana; perché dopotutto è questo l’importante.

Abbiamo dimenticato l’arte di vivere, non come scienziati, ma come esseri umani. Siamo sempre in conflitto e il conflitto, la lotta, la pena, l’ansia, l’incertezza possono essere creativi? O la creatività è qualcosa di totalmente differente?

Possiamo guardare il mondo come l’abbiamo ridotto? Vorrei sapere se ci siamo mai chiesti se siamo veramente degli individui.

La nostra coscienza è fatta delle nostre reazioni, delle nostre credenze, delle nostre fedi, di tutti i pregiudizi che abbiamo, la moltiplicazione di opinioni, le paure, l’insicurezza, la pena, il piacere e tutte le sofferenze che gli esseri umani hanno portato per migliaia di anni…tutto quello è la nostra coscienza. La nostra coscienza è quello che siamo. E in questa confusione, questa contraddizione, può esserci creatività?

Condividiamo la coscienza di tutta l’umanità, perché le nostre sofferenze, i nostri piaceri, le nostre credenze , conclusioni, opinioni e tutti i dogmi religiosi sono condivise da tutti gli esseri umani di questa terra.. Dunque facciamoci la domanda: se psicologicamente, siamo degli individui. Potete essere fisicamente diversi, piccoli, grandi, ma come esseri umani nella vostra coscienza siamo differenti dal resto dell’umanità? Non lo mettiamo mai in dubbio.

Andiamo lungo i giorni delle nostre vite accettando, imitando, conformandoci; poi ci ribelliamo. Ci ribelliamo esteriormente.

Migliaia di rivoluzioni sono avvenute. Ma interiormente restiamo più o meno come siamo stati per milioni di anni. Perciò, considerando tutto questo, non intellettualmente ma come un tutto, siamo creativi? O, come  dicevamo, la creatività è qualcosa di assolutamente differente? Potete inventare, scoprire, esplorare, spezzettare l’atomo….e così di seguito. Tutto quello è l’attività del pensiero, astuta, caparbia, fallibile, che crea delle illusioni e che adora queste illusioni. Dopotutto tutte le religioni sono basate su questo.
Il pensiero ha creato Dio (l’oratore non è un ateo ) ; il pensiero ha creato le ideologie, il pensiero ha creato le guerre, ha assassinato milioni di persone in nome di Dio. Il pensiero ha creato ogni cosa nelle chiese, nei templi, nelle moschee ed ha creato anche le nostre relazioni. Ma ancora, come dicevamo, il pensiero è limitato perché è basato sulla conoscenza e la conoscenza è il risultato di una vasta esperienza, come il pensiero non può mai essere creativo perché ciò che può manifestare deve essere limitato e dove c’è limitazione c’è conflitto. E il conflitto non può mai in nessuna occasione portare la creatività.
Così se il pensiero non è il terreno della creazione,…che cos’è la creazione? Quando avviene? Certamente la creazione avviene solo quando il pensiero è silenzioso.

Potete disapprovare totalmente questo…spero che voi lo facciate. Sono certo che voi lo fate, perché per la maggior parte di voi il pensiero è straordinariamente importante – ciò che significa l’intelletto – che non è solamente che una parte dell’essere umano.
E’ per questo che l’oratore dice che la creatività non può mai prodursi dove c’è attività di pensiero.
Allora sorge la domanda : può il pensiero essere immobile? Il pensiero può essere tranquillo, messo da una parte per un istante? Allora ci si domanda che cosa può aiutare il pensiero ad essere messo da una parte? E’ ancora il pensiero.
Spero che seguiate tutto questo. E’ un processo molto complesso

Sono stati sperimentati diversi metodi per calmare il pensiero: le droghe, i tranquillanti, e tutte le forme di meditazione- la meditazione zen, la tibetana, l’indiana, la buddista e quelle di tutti gli ultimi guru con il loro non –senso.

Il pensiero ha il suo posto, ma psicologicamente, interiormente, la calma, il silenzio, possono esistere? L’amore è quel silenzio, l’amore ha quella qualità di grande forza e di calma energia.
Così domandiamoci  ora se l’amore è il solo fattore di creatività. Non l’amore che è stato ridotto al piacere, al sesso.

Se si comprende e percepisce che il pensiero non può mai, in qualsiasi circostanza essere creativo perché il pensiero è limitato ( su questo non c’è dubbio), allora possiamo cominciare ad interrogarci.

Che cos’è l’amore? Che cos’è la compassione? Forse il desiderio, forse il piacere, creare delle immagini della vostra donna, del vostro uomo, immagini di ideologie?
Per trovare, per scoprire questa cosa straordinaria, l’amore, si deve avere una comprensione molto chiara della nostra vita quotidiana che ci mostrerà che psicologicamente, interiormente non abbiamo libertà. Parliamo di libertà specialmente nei paesi dove avete i vostri esperti che vi dicono cosa fare, come allevare un bambino, come fare sesso, come diventare più belli, che esercizi fare, gli specialisti in religione, di scienze e così di seguito …e questo lo chiamate libertà.
Senza libertà non c’è amore . Ma noi non siamo liberi. Noi siamo ansiosi, spaventati dalla morte, spaventati per il futuro. Abbiamo portato quel fardello della paura da migliaia di anni ( parliamo della paura psicologica ).
Un tale cervello che è condizionato come un computer, dove c’è una grande attività del pensiero, con la sua propria intelligenza particolare, può essere creativo?
Nella negatività ,come può avere posto la creatività? Questa domanda è stata posta nel mondo intero, e sono state date molte risposte, ma diciamo che la creazione è possibile soltanto se c’è amore.
E così ci domandiamo che cos’è questo amore.
L’amore non è il desiderio, l’amore non è il piacere, l’amore non è un “rito religioso”. La complessità del desiderio, la complessità della tristezza e la cosa enorme che noi chiamiamo morte fanno tutte parte della vostra vita quotidiana. Se c’è amore non uccideremo mai un altro essere umano. Mai!
Abbiamo amato quando il mondo intero ammassa armamenti, e ogni paese vuole l’ultimo strumento di distruzione, producendo le sue armi mortali in questo caos?

Da una parte producete gli strumenti di guerra più distruttivi, dall’altra parlate d’amore ,di pace, della creazione e così di seguito.
Viviamo in uno stato di contraddizione e dove c’è contraddizione, deve esserci conflitto e, di conseguenza non può mai esistere creazione.
E’ soltanto quando il cervello è assolutamente silenzioso, non eternamente agitato, quando non si agita, non domanda, non esplora, non cerca ma è calmo e tranquillo che può esserci creazione.

E per comprendere quella tranquillità, dobbiamo capire che cos’è la meditazione..

La meditazione non è la meditazione cosciente. Ciò che abbiamo appreso è la meditazione cosciente, deliberata, seduti a gambe incrociate, o distesi o ripetendo certe frasi, e questo è uno sforzo deliberato e cosciente.
L’oratore dice che una tale meditazione è un non senso. Questo fa parte del desiderio. Non abbiamo il tempo di esplorare quello. Quel tema richiede una percezione straordinaria, senza la parola, senza l’immagine.
La scienza è il movimento della conoscenza che si accumula sempre più. Il più è la misura e il pensiero può essere misurato perché è un processo materiale.
Il pensiero ha la sua visione interiore limitata, la sua creazione limitata, ma questo genera il conflitto. Noi parliamo di una percezione olistica nella quale l’io , la personalità non entrano affatto.

Allora solamente c’è questa cosa chiamata creatività.
***

Tra le quindici domande scritte che gli erano state consegnate il 21 Marzo, Krishnamurti rispose solo alla prima e all’ultima.

D. : Cos’è la meditazione? E come è legata alla creatività?
D.: Se voi foste il direttore di questo laboratorio con la responsabilità della difesa del paese, conoscendo il modo in cui stanno le cose, come dirigereste le attività del laboratorio e della ricerca?
Rispose alla prima domanda per più di una ora e mezza.
La sua risposta alla seconda domanda:

KRISHNAMURTI : grazie a Dio non lo sono, ma se lo fossi … potrei fare questa domanda? E’ questa la domanda corretta?
D. : Signore si tratta di trovare una connessione tra le vostre teorie- le vostre credenze sull’umanità- e ciò che cerchiamo tutti di fare e il problema pratico di ogni giorno che noi abbiamo.

KRISHNAMURTI : Si. Signore. I problemi di ogni giorno – guadagnarsi da vivere, il sesso, avere dei figli, o non avere dei figli, la vocazione, che ora diventa imitazione, i problemi quotidiani, i lamenti, la pena, le ferite, la sofferenza….voi vedete, la nostra esistenza quotidiana e i nostri cervelli sono costretti fin dall’infanzia a risolvere dei problemi e l’oratore dice che cercare una soluzione impedisce la soluzione di un problema. I nostri cervelli sono costretti a risolvere. Ho un problema con mia moglie. Qual è la soluzione? Il divorzio, andare dall’avvocato o un compromesso o l’evasione , tutte queste cose. Ma il problema è cosa? Le mie affermazioni, i miei desideri, il mio realizzarli- e i suoi. Cerchiamo di capire, discutiamo, li definiamo. Se cerco una soluzione, non penetro mai nella questione. La causa del problema può essere eliminata non attraverso una soluzione ma attraverso la comprensione del problema stesso.
Sono spiacente… la domanda è “ se fossi direttore “…
Signore la risposta è che è una falsa domanda, perché avrebbe dovuto essere dall’inizio della storia umana, non ora. All’inizio dell’uccisione dell’uomo, un essere umano che uccide un altro uomo, in nome della religione, in nome del paese, in nome di Dio, in nome della corona e della legge, del mio paese che è nemico del vostro, della mia ideologia opposta alla vostra. Io sono marxista, tu leninista, un altro è cristiano, o cattolico e così noi siamo in guerra gli uni con gli altri. E’ il momento di fare quella domanda, non è la fine di tutto questo, che posso farci?
Siamo arrivati a questo, abbiamo diviso il mondo. Voi siete un cristiano, io sono nero, voi siete bianco, io sono cinese, voi caucasico,  qualsiasi sia la stupidità di questa cosa. Siamo divisi ,ci siamo combattuti dall’inizio dei tempi. La civilizzazione occidentale ha ucciso più persone che qualunque altra. E’ un fatto.
Non sono per o contro signore. Un gruppo di persone come voi a Los Alamos, voi avete dato il vostro tempo per la distruzione ed anche per la costruzione. Avete fatto una gran parte di bene e dall’altra distruggete gli esseri umani sulla terra perché “avete riconosciuto il mio paese”, “le mie responsabilità” e “la mia difesa”, e i russi dicono esattamente dall’altra parte la stessa cosa. L’India è in una immensa povertà, dice la stessa cosa. Lei costruisce delle armi.
Così qual è la risposta a tutto questo?
Se ho un gruppo che dice , dimenticate ogni nazionalismo, ogni religione, lasciateci come umani risolvere quel problema, come vivere insieme senza distruzione, se impieghiamo il tempo per quello, come un gruppo di persone interamente consacrate, che si sono incontrate a Los Alamos con un solo scopo e sono interessate a tutte le cose di cui abbiamo parlato, allora forse qualcosa di nuovo può nascere.

Signore, noi non abbiamo mai affrontato la morte. Oppenheimer diceva in sanscrito “ Sono diventato la morte”. Voi sapete questo molto bene. E non comprendiamo la morte e questo ora andremo ad esaminarlo.
Ma siamo diventati distruttori e aiutiamo anche degli esseri umani…E’ corretto signore?

Non vi domando di fare qualche cosa ,non sono un propagandista, ma il mondo ora è così.
Nessuno pensa a questo. Nessuno ha una visione globale, una percezione per tutta l’umanità, non il mio paese, per l’amor di Dio!
Se voi foste andati nel mondo come l’oratore fa, piangereste per il resto della vostra vita. Il pacifismo è una reazione contro il militarismo, tutto qui. L’oratore non è un pacifista. Invece di questo, guardiamo la causa di tutto questo, l’inizio di tutto questo. Se la causa è lì , se cerchiamo insieme la causa, allora la cosa è risolta. Ma ciascuno ha le sue opinioni, le sue guide storiche, ecc. E’ così ,signore.
D.: Signore posso dire così, penso che ci avete convinto.
KRISHNAMURTI : Non convinco per niente.
D. : Può darsi che non utilizzi la parola giusta. Penso che abbiate visto nel silenzio della platea che sembriamo avere abbastanza energia per comprendere ed apprezzare il problema.

KRISHNAMURTI : No, non dite così.

D.: ciò che voglio dire è che quando proviamo veramente a comprendere e facciamo qualcosa in quella direzione, in un modo o nell’altro sembra che manchiamo dell’energia necessaria. Come risultato siamo ancora incapaci di fare tanti progressi quanti ci auguriamo.

Vorrei sentire qualche commento da parte vostra.
Che cos’è che ci trattiene realmente? Sappiamo vederlo e vediamo la casa nel fuoco, ma ancora non siamo capaci di fare qualunque cosa per fermare il fuoco.
KRISHNAMURTI: Crediamo che la casa sia incendiata esteriormente. E’ nel fuoco qui. Prima di tutto noi dobbiamo mettere in ordine la nostra casa, signore.
Sono stato chiamato un giorno da una famiglia che avevo conosciuto da qualche tempo. Il loro figlio venne da me e disse : “ Mio padre sta morendo. Volete venire a vederlo?”
E voi sapete, questo capita in tutte le famiglie, e stanno tutti attorno pregando.
Ho domandato al padre di farli uscire e uscirono tutti. Chiuse la porta a chiave e disse : “ Sto morendo, ho una malattia incurabile. Ho paura”.
Mi sedetti dunque vicino a lui e tenni la sua mano e lui disse che era la prima volta che qualcuno gli teneva la mano.

E io dissi, l’oratore gli disse, “moriamo insieme”. Che significa ciò? Lui abbandonava tutta la sua famiglia, aveva  una bella casa, era un uomo molto ricco e io gli dicevo che avrebbe abbandonato tutto quello ed era questo di cui aveva paura e anche dello sconosciuto. ”E voi siete attaccato”.
Quando c’è attaccamento c’è paura e così di seguito.
Parlavamo dolcemente insieme. E io dissi : “ C’è una qualsiasi specie di attaccamento, sto morendo con voi. Voi siete libero dall’attaccamento”.
Così la morte ha un significato straordinario nella vita. Vivere con la morte non separati, morire lì, vivere qui, ma insieme.

( a cura di L Scalabrini)

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