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Dal paio alla coppia, dal desiderio all’amore di Serge Pastor

20 Febbraio 2011

Dal n° 98 di 3emillenaire, a cura di Luciana Scalabrini.

L’attuale constatazione è lucida: la maggior parte delle relazioni di coppia (che sono piuttosto delle paia, tanto ciascuno è centrato sul suo proprio ego) sono basate su reciproci legami nevrotici, in cui la donna e l’uomo, identificati in persone fortemente identificate e connotate da storie  individuali separate, familiari, sociali, razziali, etniche, religiose ed altre, intrecciano rapporti  sessuali e amorosi , legate alla mancanza affettiva da colmare, al bisogno di riempirsi dell’altro , alla necessità di rendere perenni dei costumi, delle credenze e delle tradizioni ancestrali e così intrattenere in modo sicuro e senza pericolo degli schemi di costruzione centrati su degli ego in situazione di sofferenza, di proiezioni e di attese di soddisfazione.

Tali paia mostrano rapporti tra immagini modellate, prese o in via di consolidarsi, perciò centrate su legami stereotipati di superficie, raramente su relazioni autentiche prive di qualunque desiderio di appropriazione, di seduzione, di compiacenza o di altre strategie, usate da dei me malati che credono di vivere bene.

In una coppia di tipo paio, l’uomo si riconosce nella sua dimensione maschile e relega la sua compagna ad un ruolo femminile, o di metà. La relazione di dualità è nel suo pieno e l’ego veglia, sorveglia e detta le leggi: tu mi appartieni, io sono tuo, resta con me, con i suoi comportamenti tipo: ossessione, gelosia, seduzione, inganno.

Si può davvero parlare d’amore in quelle coppie paia che si incontrano abitualmente?
Non è piuttosto amore passione, desiderio carnale, desiderio di amare ed essere amati, desiderio di piacere, di soddisfare le proprie attese o quelle dell’altro nella propria nevrosi (politica, religiosa, ideale, dogmatica, spirituale) ?

L’uno e l’altro sono due persone identificate a delle rappresentazioni costruite  su strutture e schemi ripetitivi e compulsivi che risalgono spesso alla prima infanzia. Ed è difficile per loro staccarsi da comportamenti che sono autorevoli e incarnano l’onnipotenza dell’ego.

Così, si vede spesso una donna, prigioniera di un condizionamento tradizionale, familiare, religioso, educativo totalmente alienante,  sottomessa al giogo dominatore  di un marito o fidanzato, sottomesso a sua volta agli stessi schemi arcaici, lui stesso ansioso di perseguire , per paura, per desiderio di sicurezza, per abitudine, nella stessa direzione degli antenati.

Entrambi, così modellati, e avviati in processi identificatori appesantiti da secoli nella nostra società d’ego di massa, non possono fare altro che replicare ciò che pensano essere la vita. I due individui, identificati a persone frammentate ed isolate dal mondo, per la loro alienazione all’ego di massa, vivono e conoscono un amore all’altezza dei loro desideri di continuare a vivere  nella rappresentazione, secondo il modo di vita dei loro pari. Derogare da quel comportamento sarebbe come tradirli! E l’ego ha paura di essere bandito e rigettato dai propri pari, perché odia la solitudine e l’isolamento rispetto al clan!

Quei legami ( in realtà quegli attacchi) d’amore generano nella coppia, si può constatare nel nostro quotidiano, la paura, il bisogno di sicurezza, la dipendenza affettiva e corporale, la violenza fisica e morale, le pressioni, quando non conduce all’aggressione, fino al delitto passionale.
In quelle paia, che non sono  reali coppie libere, la sessualità è basata sul solo desiderio fisico, la performance e l’auto soddisfazione orgasmica, che si prende il proprio piacere da solo senza curarsi del desiderio dell’altro.
Quell’altro la maggior parte del tempo non è che un oggetto di sesso e di desiderio, un corpo che serve al proprio godimento, quando non è avvilito. Non è mai un soggetto a parte intera che può pretendere la propria autonomia.

Quel tipo di schema di coppia paio egoica può purtroppo durare a lungo, finché l’individuo, la donna in generale, in un lampo di lucidità esplosiva, realizza la falsità e l’assurdità di un tal modo di vita.
Allora rompe le immagini proiettate che la confinavano in ruoli stereotipati di buona(cattiva) madre, o di cattivo( buon) padre, di amante perfetto, di marito geloso o di donna sottomessa. Diventa il “proiettore” e smette di essere l’immagine proiettata, illuminando così con un fascio di luce tutte le zone d’ombra.

Allora la fortezza dell’ego comincia a incrinarsi. La coppia paio si rivela nella sua triste realtà agli occhi di chi  progressivamente si risveglia. Questo non giudica ma vede l’incongruità della situazione di coppia in cui si era  messo. E non può più alimentare quella mascherata. Vuole e manifesta un reale bisogno d’amare, al di là delle apparenze, delle immagini e dei dogmi. Chiede rispetto, riconoscimento, reale presa in carico della propria differenza. Non è un oggetto d’investimento sessuale ma un soggetto con una sessualità propria pronta ad offrirsi e non più a ghermire.  Sente l’imperioso appello dell’Essere, restando sordo a quello dell’ Avere!

Se la crisi di coscienza non si opera anche nell’altro
c’è in modo ineluttabile una separazione.

Cosa è realmente avvenuto nell’altro che ha constatato il non amore nella sua coppia paio?
L’individuo che percepisce in un attimo di lucidità la dimensione falsa del suo me incatenato in quell’ego costretto nella carne, ha una visione chiaroveggente, che gli permette di osservare tutti i giochi e le strategie di un tempo. Quella visione è folgorante e lo libera istantaneamente dai suoi schemi antichi e dai suoi modi identificatori. Le catene che lo imprigionano si sciolgono, può vedersi senza identificarsi ; osserva da quest’ultimo io che è l’essere, la visione giusta dei giochi dell’ego rende l’individuo libero.
La sua visione penetrante è un reale motore d’azione immediata. Prende ipso facto una decisione, quella che è in controcorrente ascensionale rispetto alla naturale tendenza dell’ego, che segue il filo della corrente discendente; si libera dalle strettoie dell’ego. Questo, essendo stato smascherato,  non ha più presa su di lui, tanto più che  egli è vigile, perché l’ego è sempre lì, che lo voglia o no, poiché esso è una parte costituente dell’essere. Egli prende in qualche modo le redini della coscienza.

Che succede allora nella coppia paio?
Vacilla, soprattutto  se la presa di coscienza  non ha luogo che in uno dei due. L’equilibrio del legame duale si capovolge e l’amore, basato fin lì sul solo desiderio di piacere e d’amare ed essere amato si trasforma, l’altro non essendo più amato nel senso abituale del termine. L’energia d’amore- desiderio si estingue rapidamente e inizia il dubbio di un avvenire comune proiettato in una stessa direzione; all’orizzonte conflitti, separazione e divorzio.
È facile constatare che le confusioni di rappresentazione ed immagine legate ai due ego associati in coppia paio, non possono essere negoziabili, finché il me dell’uno o dell’altro restano padroni della situazione. L’ego non sa fare altro se non ripetere se stesso e non ha altro avvenire che la propria ripetizione.
Ogni membro della coppia, se vuol vivere nell’amore e non solo nel desiderio, nella passione o in ogni altro facsimile dell’amore, deve dunque per prima cosa affrontare con lucidità le ferite residue del me, le rappresentazioni mentali e le immagini in cui ha imbarcato l’altro a sua insaputa o col suo pieno consenso.
Se non si fa attenzione, i due rischiano di vivere a lungo in quel modo di funzionare, tessendo legami su mancanze, bisogni di compensazione e di riparazione legati alla storia di ciascuno e non su scambi tra adulti, senza mire di appropriazione o di sottomissione.
Senza quel lavoro di lucidità personale, non si può operare nessuna riparazione individuale e in seguito nessun legame d’amore autentico può essere instaurato .

La restaurazione della dimensione autentica di ognuno è indispensabile, ed essa passa per l’abolizione dell’autorità  del proprio ego.
La chiara visione del movimento dei pensieri assillanti quotidiani è una tappa preesistente a quella lucidità. Essa sfocia sulla non identificazione ai pensieri e dunque al pensatore (ego) che li genera, pur restando aperta a ciò che è, nel cuore dell’essere, spoglio, disponibile e fluido.

Quando quella presa di coscienza lucida di giochi e strategie dell’ego si attua in uno e nell’altro, circola una vera forza d’amore tra i due e li conduce a sciogliersi interamente, ad abbandonarsi pienamente , in totale confidenza e amore, all’altro e a se stesso.
Regna uno stato di fiducia assoluto nell’amore di coppia in cui ciascuno è in apertura, libero verso l’altro, poiché ciascuno ha integrato la sua doppia dimensione non- duale femminile e maschile e ciascuno è in piena armonia con l’altro su tutti i piani, intellettuale, emozionale, sessuale, senza le abituali strategie dell’ego.
La complicità, la libera appartenenza consentita, la solidarietà, l’ascolto attento, la comprensione amorevole delle debolezze e della forza di ognuno, la conoscenza dei caratteri di ciascuno, dei suoi gusti, dei suoi fantasmi, delle sue aspettative, rinforzano i legami d’amore, in cui  non trovano posto giudizio, senso di colpa o violenza.
Nella coppia, in realtà, i due sono uno , ciascuno andando al proprio ritmo, e però camminando anche al ritmo dell’altro… Ed è in questo che sta la ricchezza della coppia. I due avanzano mano nella mano con lo sguardo in una stessa direzione, del tutto con naturalezza, senza fare nessuno sforzo d’aggiustamento per essere in armonia…
Ma è chiaro che prima tutta la persona deve essere rivista nei suoi minimi recessi, nelle sue pieghe più oscure e nascoste. Deve essere esplorata, vista osservata con obbiettività, lucidità e compassione, poi svuotata, prima che l’energia vivificante dell’amore possa risvegliarsi sul piani dell’essere.
Quel processo di trasformazione individuale precede il processo di trasformazione dei due. L’incontro d’amore, che non era possibile sul solo piano del desiderio o della passione tra due ego, può infine avverarsi. Non si produce che quando il concetto di persona è abolito e non esiste che un reale sentire tra i due esseri spoglio di qualsiasi tabù e pronto ad amare, non solo a desiderare.
Non sono più allora due individualità frammentate, due bambini o due adolescenti delusi in cerca d’amore, ma due esseri liberati il cui sguardo è cambiato, la cui posizione di fronte alla vita e all’altro è differente.
Dunque non è più un paio di individui  che si amano, ma due adulti con i loro difetti e le loro qualità, la loro specificità, uniti da un legame autentico, che vivono un amore pieno, liberamente scelto, gioioso pieno di senso dell’umore, senza nessun dogma, né modello antico. Il loro desiderio sessuale non obbedisce più agli ordini dell’ego, ma ad un forte slancio di desiderio di unione, di partecipazione, di piacere condiviso, di voler suscitare desiderio- piacere nell’altro e in se stesso.
L’amore di coppia non è completo che se i due non sono liberi da ogni concetto, quando l’immagine di sé legata ad una sola persona egotica e separata cessa definitivamente. I due esseri si impegnano in una costruzione comune nuova, serena, perché sono in pace con le loro storie personali, pronti ad abbandonarsi l’uno all’altro.

Niente garantisce evidentemente la perennità della loro coppia, perché questo non è previsto, poiché evolve allo stesso ritmo degli esseri liberi che la compongono e le danno vita, tanto che un giorno possono anche darle una fine gioiosa.