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E se la terra fossimo noi!

14 Giugno 2012

Traduzione di Maurizio Redegoso Kharitian

 

David Ciussi – Viviamo tutti in società, ma che cos’è “la società” ? E’ un’astrazione, un concetto. Solo l’uomo individualmente esiste, è l’unità di base della società. La qualità di quest’ultima è il prolungamento naturale della qualità degli uomini, e non l’inverso. I conflitti di ordine sociale, politico ed economico, ecc. non possono essere regolati che dal livello dell’individuo. L’umano non ha che un solo potere fondamentale, quello di essere stupito di esistere e di amare vivere, una sola responsabilità, quella di mantenere questo stupore vivente, fonte d’umiltà, di curiosità, in relazione con gli uomini e la natura universale. Questo stupore e questo amore per la vita gli da una visione serena, globale ed infinita del mondo. Vedendo ciò che è attuale ed inseminato…, vede l’umanità e la divinità in tutte le cose.

Domanda – Si, la felicità dell’Umanità ! Ecco a che cosa aspiravo… Apportare il mio contributo perché la Terra continui a girare in tondo ma non ci sono riuscito!

   Dei metodi utilizzati per disumanizzare il codice genetico del nostro pianeta e di tutti i suoi abitanti; dei governi che non riconoscono la nostra intelligenza salvo il tempo delle elezioni; gli avvoltoi finanziari e gli approfittatori continuano ad abusare; la giustizia non sa più da quale parte pendere ed i giovani, per chi questa grande forza non ha alcun senso, come ultima risorsa, scelgono di fare l’inchino, nella speranza ultima di svegliare un’umanità che sta sprofondando… Come fargli capire che la morte non è un opzione e che abbiamo disperatamente bisogno della loro visione per permetterci di rettificare la situazione…

   Come? Da dove iniziare? La triste risposta che sale ogni volta: non lo so!…Mi sono sepolto sotto una valanga d’impotenza, incapace di muovermi, di comunicare con gli altri ed ancora meno di trovare la pace. Io che aspiravo a salvare l’Umanità…

 

Fortunatamente la terra gira senza la nostra volontà ed i nostri pensieri… (risata). E se l’umanità e la terra… fossimo noi… !!! Ne siamo i frutti. Siamo la sua volontà… di fatto, siamo le sue semenze feconde… Nella via diretta, noi siamo anche il giardiniere, il sole, l’ acqua, il movimento celeste ed il principio della vita. La terra ci inventa, ci partorisce, ci nutre, ci protegge. Noi siamo i creati, gli apparsi e gli estinti, ci porta, ci trasporta nel suo viaggio stellare…

Siamo miracolosamente presenti, generati d’una pura creatività di cui è possibile fare “l’esperienza” tramite una sorprendente, sconvolgente, emozionante e serena trasformazione. Questa trasformazione serica, singolare ed individuale ci unifica al principio creatore, la vita che passa di vita in vita, di forma in forma infinitamente adesso ed ovunque! Una rivoluzione nell’evoluzione come un lento e lungo movimento del silenzio musicale riposante che culla la nascita di ogni cosa, che guarisce le paure e le illusioni…

Ma da dove cominciare? sono impotente di fronte alla realtà sociale e di fronte ai miei pensieri?

Questa impotenza vissuta con sincerità, senza drammatizzare nè esagerare, è una via di saggezza… Vivete le vostre emozioni ed i vostri pensieri senza divieti, con benevolenza e scoprirete che si sovrappongono sul campo più profondo della vostra presenza. E’ una delle vie per accedere alle profondità infinite della nostra origine e ai luccichii della nostra pura presenza. Questa si esprime nelle fasi di veglia, sogni e sonni profondi. Vivere in coscienza questo tuffo nella nostra origine cancella l’abitudine di essere “un io” di superficie. Questi tuffi o queste espansioni di coscienza ci invitano a sperimentare dei valori di qualità di umanità insospettabile. La terra vola nello spazio tramite l’intelligenza di questa creatività profonda che esiste in tutti i tempi, in tutti i luoghi, in noi. La nostalgia di essere vero, giusto ed umile viene dall’interno, ci parla di ciò che noi siamo in ogni istante. Queste esperienze di presenza ci mormorano affettuosamente, ci parlano di un invito…che abbiamo noi stessi appostato “sei la tua propria felicità”…in un tempo e luogo più immediati della durata dei pensieri…in quanto ovunque voi andiate, è voi che ritrovate… senza distanza nè durata…

   Non facile di comprendere ed accettare questi concetti… anche se in questo istante, creano un momento inatteso di sorpresa… e questo parrebbe talmente “semplice”.

Quando il ritmo dei pensieri-concetti rallenta, una qualità di coscienza semplificante e ludica si attiva. “Una con-nascita” della nostra origine rischiara ed illumina la profondità del nostro spirito. Laddove vi erano che pensieri, vi è ora un luogo ed un legame da esplorare. Prima questo luogo era niente, senza vita. Solo l’attività mentale proiettava le sue ombre… Adesso cominciate a riporre i vostri P.P.R. (piccoli problemi di ricchezza) per accedere ai Piccoli Presenti Ricchi (risata). Il nostro spirito non è che un cervello, è un luogo di esperienza, di coscienza di se, in sintonia con leggi dell’universo scoperte o no dagli scienziati…

L’esperienza della nostra intuizione sublime nella quale “Vegliare non è «pensare«, è Essere. Vegliare è un esperienza globale che include il passato, il presente ed il futuro. Questo istante è la vostra sola via, tutto è presente, nulla è assente, niente è dimenticato e niente è nascosto.”

Nella via diretta tutto cambia, si trasforma e resta lo stesso…! Nella via progressiva il quotidiano del mondo è carico di carestie, di sofferenze, d’ingiustizie, ma il presente è anche portatore di nascita, di speranza e d’inventività illimitata. La terra ha un passato, un presente ed un futuro, anche noi umani abbiamo la nostra storia, la nostra memoria, il nostro presente ed il nostro futuro ma quando coincideremo nell’armonia della coabitazione…?

Tutti gli impossibili sono da scoprire…tutti i possibili non sono scoperti…

   Umanamente, questo non significa di rassegnarsi, né di essere indifferenti ma solamente lucidi del potenziale illimitato di trasformazione e di amore che contiene ogni umano dal fatto di essere nato. Questo potere è disponibile adesso se lo sollecitiamo.

Bere alla fonte della nostra propria presenza smorza la sete, riconforta la presenza immediata e rivela il senso profondo del caos di superficie. Bere è un atto di intelligenza che ama capire ciò che è vero. E’ un vissuto, un provare, un’esperienza concreta della nostra coscienza coniugante il campo profondo della creatività infinita ed illimitata; questa ci scolpisce e fabbrica l’universo sotto i nostri occhi. Bere significa attingere a se lo spirito della novità in ciò che appare, nello spirito della prima volta, dove scoprire è più che rimemorarsi: scoprire le metamorfosi incessanti del mondo che ci circonda e l’emozione familiare d’essere Insieme; questo da un valore straordinario al nostro vissuto, alla nostra presenza in relazione con l’istante vivo eccezionale. E’ una gioia deliziosa solo di essere riempiti di questo legame prezioso con i nostri “vicini”. Condividere questo sentimento d’essere tutti parenti e risentire la fraternità generata del nostro sapore d’origine come un’impressione d’essere la vita vivente in ciascuno di noi… siamo noi… siamo l’umanità e la terra…

Allora l’uomo diviene adulto, maturo e responsabile. Un’aspirazione, un desiderio di libertà, fiorisce e si anima. Un viaggio d’integrità e d’obbligazione ludica all’impeccabilità comincia. L’uomo diventa il rivelatore del coraggio e dell’intelligenza del processo di libertà  facentesi carne. Allora una fiducia ed una pazienza insospettabili vanno ad aprire al cuore di questa innata intelligenza. La vita s’inventa e lui si cancella…

E’ sulla base di questa trasformazione profonda dell’umanità che l’uomo individuale si terrà in piedi in un ordine nuovo. Si libererà delle sue pastoie, “liberando così la libertà”. Compirà il suo proprio destino, la sua odissea, nel piacere naturale di trovare delle soluzioni attraverso tutti gli ostacoli, favorendo l’aiuto reciproco, la solidarietà, la condivisione, il rispetto e soprattutto la compassione in atti. Si sentirà “vissuto”, portato da un’affettuosa ed impensabile semplicità. E’ attraverso l’esperienza  della pace interiore in relazione con l’esteriorità che potrà mettere a posto lo sguardo di compassione e di meraviglia di fronte alla realtà immediata del mondo in quest’ordine nuovo.

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