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Il cervello e noi di Suzanne Devoldre

13 Gennaio 2011

In una trasmissione televisiva abbiamo avuto il privilegio di beneficiare delle ultime scoperte sul funzionamento del cervello. Infatti gli invitati erano K. Pribram,  D. Bohm,  P.Piietch ed i monaci di Safuramotobo.

K. Pribam ha studiato prima il sistema endocrino e poi il cervello ed in particolare la localizzazione della memoria nel cervello. Egli spiega che le cellule del cervello sono dei moduli all’interno di una matrice. Grazie ai nostri sensi si capta una tranche di universo, una tranche visiva, uditiva, ecc.   e in questo modo olografica.

L’olografia è un processo matematico che si potrebbe spiegare così:  se ci si basa sulla trasformazione di Fourier, matematico francese,  secondo la quale ogni struttura può essere decomposta in onde semplici di frequenza ed ampiezza diverse, si può reciprocamente ricostruire la struttura iniziale a partire dalle differenti onde semplici. Lo stesso, in olografia ogni immagine o modello è analizzato nei suoi componenti di frequenza e ampiezza definiti in modo sinusoide, captati su una placca fotografica, che, illuminata, ricostruisce il modello o la struttura iniziale.

E’ così che funziona il nostro cervello: per ogni cellula sensibile  c’è un campo ricettivo che trasmette l’analisi in frequenze alla nostra corteccia cerebrale e questa ricostruisce il modello iniziale, secondo quel processo olografico. Si tratta di rendersi conto che questo è veramente un passo storico nella conoscenza dei nostri processi percettivi.

Paul Pietch ha fatto delle esperienze sul cervello delle salamandre: ha cambiato l’ordine di differenti parti del cervello ed ha constatato che quello non aveva nessuna importanza. Ha dovuto riconoscere per questo che la teoria di Pribram era esatta.

In effetti, la proprietà più importante del processo olografico è la seguente: ogni parte dell’ologramma conserva la proprietà di ricostruire l’immagine del tutto.

Certi hanno potuto suggerire un parallelo tra il funzionamento del cervello e un computer, poiché si registrano le memorie e poi le si estraggono….ma l’analogia si ferma là , perché in un computer le informazioni sono messe in un luogo preciso, mentre nel cervello le informazioni sono olografiche: ogni parte contiene l’informazione del tutto.

Ma è all’attenzione che Pribram porta al presente l’essenziale della ricerca; ci ritorneremo.

Riguardo alle informazioni che sono  nel cervello, si tratta di un ordine particolare, un ordine ripiegato. Infatti nell’ambito delle frequenze non c’è né tempo né spazio; le nozioni sono incluse, ripiegate…. Ad uno stimolo, allora c’è un dispiegamento…

Nell’ordine olografico tutto è globalmente in tutte le parti. Per David Bohm, il vero ordine della realtà è un ordine ripiegato. Ripiegato o implicito….e l’ordine può dispiegarsi in ciò che per esempio è la nostra realtà sensoriale di tutti i giorni.

Molte persone sono state in contatto con la realtà implicita e questa non si può descrivere con le parole o il linguaggio ordinario.

Maître Akira Yoshisawa, gran maestro dell’origami ha mostrato delle piegature in carta eseguite dopo lunghi anni di paziente pratica e come sia delicato creare con   le pieghe…”penso che Dio abbia creato a partire da una piegatura”
D’altra parte quante cosmogonie con i loro rituali, simboli e immagini non costituiscono dei mezzi necessari ai progressi del pensiero!

Se si parla con la vecchia concezione dell’ordine esplicito, si dirà” Noi siamo individui con cervelli che funzionano tutti in modo differente”

Se invece lo facciamo con la concezione dell’ordine implicito, si dirà: ”Le strutture si dispiegano fisicamente e mentalmente da una materia comune, in cui non esiste nessuna separazione; così la percezione, per Bohm, non è un processo individuale.

La percezione è una risposta ad una certa struttura d’attività  del sistema nervoso che in ritorno risponde lui stesso al mondo esteriore.

Secondo la nostra esperienza la struttura del cervello può cambiare considerevolmente… Il cervello può essere alterato con il modo con cui ce ne serviamo. Allora come imparare  a servirsene correttamente per penetrare più profondamente in quell’ordine implicito?

“Questa è la sola questione da cui dipende la sorte dell’umanità intera”, risponde Bohm. Egli nota che per la prima volta una scoperta scientifica in fisica quantica, in biologia e in fisiologia ammette che esista un ordine che somiglia all’ ordine spirituale.

Ricordiamo che Bohm, quando conobbe Krishnamurti, sperò che gli incontri con lui gli permettessero non solo di studiare la natura dello spazio, del tempo e dell’universale, ma di esaminare il disordine generale causa di tanta sofferenza. Quel disordine, che è causato dall’ignoranza della natura del processo stesso del pensiero.
Per essere coscienti di quel processo ci occorre essere attenti alla corrente del pensiero e meditare, cioè mettere ordine ; allora il rumore di fondo scompare e in questo silenzio nuovo accade lo straordinario: percepiamo l’ordine implicito, dove la vita è considerata come una.

Riassumendo:

1. Pribam prova che i processi di percezione del cervello sono processi olografici.
2. Bohm vede la totalità dell’universo come percepibile globalmente purché si abbia accesso all’ordine implicito.

3. L’olografia è un ordine implicito che i nostri sensi dispiegano in un ordine esplicito.

4.Possiamo aver accesso all’ordine implicito esercitando le nostre facoltà di attenzione e meditando.

Conclusione :

1. Se vogliamo penetrare in quell’ordine implicito, la sola condizione per cui l’umanità cambi, bisogna cominciare a cambiare noi stessi.

2.E’ solo quando avremo cambiato noi che le cose potranno cambiare. Quando avremo realizzato il cambiamento in noi, e con la meditazione e l’attenzione avremo realizzato la mutazione, solo allora muterà la civiltà.

3. Una civiltà mutante, quella di una età nuova che sarà caratterizzata da un’educazione armoniosa ed equilibrata dei nostri bambini, a cui non saranno più trasmesse le vecchie strutture mentali, ma che beneficeranno di un contesto che armonizzi le facoltà delle due parti, destra e sinistra, del cervello.

Questo con l’esercizio delle arti, sia dello yoga, della pittura e l’attenzione per la piena conoscenza di sé.

Una civiltà mutante che avrà dominato ignoranza ed aggressività, in cui una visione giusta avrà eliminato le cause psicologiche ed economiche soggiacenti ai conflitti mondiali, riflesso delle nostre insufficienze personali attuali. Una civiltà dove le cose saranno molto diverse, dove la medicina diventerà un’arte o l’arte sarà la miglior medicina. E dove tutto sarà possibile solo perché l’uomo conoscerà se stesso.

A cura di l. scalabrini

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