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E’ vivere! di Virgil

27 Novembre 2010

Testimoni di risveglio

E’ vivere!

Virgil

Virgil Hervatin vive in Québec dal 1960. Ignorando l’esistenza di ogni dimensione spirituale, conobbe un risveglio nel 1991. In alcuni anni un numero crescente di ricercatori sono andati ad incontrarlo. Incoraggia gli interlocutori a vivere pienamente il presente e li riconduce sempre a se stessi per evitare ogni attaccamento alla sua persona.

Virgil, come potreste riassumere la vostra esperienza d’apertura?

Non era un’esperienza; è venuto così. Per me non era un’esperienza. Non mi aspettavo niente. E’ arrivato spontaneamente, al mattino. Non sapevo cosa era, ma era qualcosa di molto grande, di immenso. Non avevo mai sentito parlare di una cosa simile. Era bello, molto bello. Era una gioia. Era qualcosa d’altro, qualcosa di formidabile.

Ci sono state delle paure in quel momento?

No,no, assolutamente no. Piuttosto della gioia, una gioia enorme. Mi sentivo dappertutto attraverso lo spazio. Potevo sentire tutto ciò che poteva essere attorno, fuori dalla stanza, nell’universo. Era immenso, bello. Non si può descriverlo. Bisogna viverlo. E’ difficile esprimerlo.

E’ durato parecchie ore?

Si. Dalle 5,45 fino a circa le 13.

Eravate solo durante quel tempo?

All’inizio ero solo, ma dopo è venuta mia moglie. Ma ero sempre in quello stato, in quella vibrazione così forte. Forse bisogna descrivere tutta questa cosa? Perché ci sono molti elementi! Non posso descrivere tutti i fenomeni e non sono importanti. Non si può vivere in quello stato nella vita abituale quotidiana; è qualcosa di straordinario.

Avete sentito qualcosa di straordinario nel vostro corpo?

Si, si! All’interno, in tutto il mio corpo. Avevo veramente l’impressione di non essere solo, che non potevo creare tutto questo col mentale, era impossibile !Mi domandavo:” Cosa mi succede?” L’energia era tale che avevo l’impressione di non toccare terra. Mi sentivo come  sollevato, leggero, con una vibrazione forte. E una gioia, una gioia! Piangevo di gioia.

E stavate bene nel corpo?

Oh! Molto molto bene. Super bene. Sentivo una gioia  enorme al plesso e al cuore. In alcuni minuti tutto il mio corpo era purificato. Nei due giorni seguenti sentivo una voce persistente che mi ripeteva di prendermi cura del mio corpo.

Quando vi è capitato questo,  capivate  quello che succedeva?

No, non sapevo quello che mi succedeva. Allora mi dicevo che era con me all’interno. Ma chi? Prima non avevo nessuna idea che ci fosse un tale interno. Quando ho visto mia moglie, più tardi, le ho detto:” Paulette, il Signore è con noi”. Lei mi ha guardato meravigliata perché mai  avevo parlato di quello: il Signore, Dio. Non credevo in queste cose.

Vedete un elemento che avrebbe potuto far esplodere quella esperienza?

Niente. Sul momento, quando vivevo quella esperienza, non potevo vedere come quella fosse esplosa; la vivevo semplicemente. Dopo, mi domandavo…

Vi facevate qualche volta domande prima?

Mai! Non conoscevo la via spirituale, non sapevo che esistesse.

Avete avuto desiderio di comunicare con delle persone allora?

Si, ma quello non le interessava. Ho domandato a mia moglie:” Sono diverso dagli altri giorni?”. Mi ha risposto:” No, sei uguale, tranne che hai gli occhi più brillanti”.

Bisognava che mi toccassi spesso il plesso solare, tanto quello era forte: questo mi faceva piangere. Vedevo tutta quella sofferenza nelle persone, vedevo in loro. Le vedevo piangere dentro ma loro pretendevano di no. Ma è un fenomeno; non è importante.

Ma più tardi, quando Paulette ha visto che eravate diverso e che le persone cominciavano a venire a vedervi, come reagì lei in quel momento?

Era un po’ contrariata per ciò che era successo a me e non anche a lei. Più tardi le ho detto:” Se credi che sia Cristo o un dio che è venuto per me, poteva anche  includerti, ché eri di fianco a me. Ma tu vedi, questo non ha niente a che fare con l’esterno!”.

Avete incontrato dell’incomprensione?

Si, una grande incomprensione. Certe persone si sono allontanate da me. In generale, le persone sono attaccate all’aspetto mondano dell’esistenza o a quello che hanno sentito  sulla Chiesa e Dio. Mi hanno chiesto se ero in quel genere di stato; ho detto di no.

Da quel momento vivete qualcosa di molto diverso. La vostra vita doveva essere cambiata, non esteriormente ma  all’interno?

Tutto era cambiato! Tutto era bello, tutto era magnifico! La creazione è bella e non c’è nessuna ragione di lamentarsi. Subito dopo quella esperienza, sono uscito: osservavo le persone camminare o guidare sulla strada e vedevo degli automi. Un automa che porta un altro automa. Li percepivo molto infelici, sentivo la loro sofferenza interiormente.

A casa c’era un piccola statua fabbricata in Messico. Quel mattino la tenevo tra le mani e potevo vedere dove era stata fabbricata, chi l’aveva fatta, come era esattamente il luogo, le persone che ci avevano lavorato. Pensavo:” Mio dio, cosa mi succede?”. Allora ci sono dei fenomeni, ma non si è più nella paura. Ci sono degli elementi, ma non posso raccontarli.

( a cura di

L. Scalabrini)

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