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Archivio per la categoria ‘Klein Jean’

Approcci alla Meditazione

13 Gennaio 2013 Nessun commento

Approcci alla Meditazione secondo  JEAN  KLEIN (Traduzione di Maurizio REDEGOSO KHARITIAN)   Verso il nostro “stato naturale” Una sana ed armoniosa trasformazione della terra e degli uomini sarà possibile solo con la conoscenza di noi stessi che ha senso attraverso una “pratica” della meditazione. L’approccio meditativo passa in effetti dalla conoscenza dei nostri “io”, o […]

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La mia totale assenza, la mia vera presenza di Jean Klein

25 Dicembre 2010 Nessun commento

Jean  Klein      (1912 -1998) La mia prima e reale presa di coscienza fu all’età di 9 o 10 anni. Suonavo il violino e il cane guaiva, disturbandomi. Presi un oggetto e stavo per lanciarglielo, quando, improvvisamente, col braccio alzato, notai lo sguardo del cane e compresi ciò che stavo facendo. Fu la prima volta che […]

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Affrontare la paura di Jean Klein

2 Ottobre 2010 Nessun commento

Non cercate di localizzare quella attenzione che è ancora un oggetto. Contemplate il percepito che si localizza sul corpo. Quella paura è una fissazione di energia nel vostro corpo e, quando non è più alimentata, l’energia si riassorbe nella Contemplazione.

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Meditazione, energia e centro vitale di Jean Klein

25 Settembre 2010 Nessun commento

Quando siamo soli, seduti in modo confortevole con il corpo immobile, una agitazione mentale impedisce ogni autentico rilassamento, ogni sensibilità e nuoce al libero gioco della respirazione…la potenza dei nostri condizionamenti non ci permette di essere vigili e silenziosi.

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L’ardente verità di Jean Klein

24 Settembre 2010 Nessun commento

Tutto questo appartiene alla vostra personalità. Quando affrontate la vita senza fare intervenire la memoria e accettando totalmente i fatti, vi trovate aperti alla vita;. in quella apertura c’è intelligenza, c’è sensibilità. La vera personalità viene dall’istante, dalla situazione stessa. Non c’è niente di personale nell’intelligenza e la sensibilità. La vera personalità sorge con la situazione e si dissolve con la situazione, non lasciando alcun residuo. Siete liberi dalla memoria. Non ci sono compromessi. Agite secondo la situazione. Così non c’è niente di personale nella vera personalità. Quando agite in accordo con la situazione, c’è un’azione senza intenzione, libera dall’ego. In altre parole, l’azione vera si stacca dall’azione personale. Dovete distaccarvi dall’obbiettivo. Per raggiungere lo scopo, bisogna staccarsi dallo scopo.

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Rilassamento e meditazione di Jean Klein

6 Settembre 2010 Nessun commento

3ème Millenarie n. 42   Propongo questa meditazione, perché ci rendiamo conto a qual punto il nostro ascolto sia sempre in uno stato di afferrare, diciamo esattamente come questo corpo, questo ascolto, siano abitati continuamente da una attesa, un desiderio di appropriarsi di qualcosa, e per constatare fino a che punto il nostro corpo è […]

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Vivere con la domanda di Jean Klein

2 Agosto 2010 Commenti chiusi

La domanda ultima alla quale tutte le domande si riferiscono alla fine. Arrivate all’ultima domanda quando avete esplorato tutte le domande relative. Per domande relative, voglio dire: tutte quelle domande che non esprimono pienamente ciò che cercate davvero.

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Sentire il cervello di Jean Klein

2 Agosto 2010 Commenti chiusi

Quando i muscoli sono sentiti, sono liberi da tutti i condizionamenti, perché la sensazione libera le tensioni e le reazioni. I muscoli sono ricondotti al loro stato naturale. Potete sentire il cervello nello stesso modo, anche se questo è ignorato in neurologia. Quando il cervello è sentito, si distende completamente e tutte le sue vibrazioni rallentano. Quando il cervello è profondamente disteso,non c’è più localizzazione; così non ci può essere concettualizzazione. Non potete più pensare, perché pensare è una localizzazione, principalmente situata nella regione frontale. Così non è necessario difenderci dal pensare, ma semplicemente arrivare allo stato assoluto di rilassamento del cervello.

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Sofferenza e contemplazione di Jean Klein

2 Agosto 2010 Commenti chiusi

Il dolore appare per qualcuno. Se voi vi identificate con il vostro dolore, siete completamente sommersi e allora lottate, vi difendete. Il dolore vi permette di situarvi, di comprendere che non siete ciò che è dolore; voi siete, in qualche modo, il conoscitore di questo dolore. Quando lasciate che la sensibilità si svegli completamente, a quel punto c’è una massa di sensibilità ma non c’è più dolore; resta una sensazione.

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