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Archivio per la categoria ‘Baret Eric’

Vedere, azione ultima

10 Marzo 2014 Nessun commento

  ERIC  BARET Vedere, azione ultima   Traduzione di Maurizio Redegoso Kharitian   3M: Che cosa intendiamo con la parola tradizione? Eric Baret – La tradizione é l’arte di ascoltare senza aspettativa. Tutte le altre tradizioni sono delle forme di caricature, dei prolungamenti di quest’arte primordiale. Quest’arte può essere espressa sotto la forma della teologia […]

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Ascoltare la realtà di Eric Baret

9 Febbraio 2011 Nessun commento

(da 3emillenaire n° 98, a cura di Luciana Scalabrini) D.     La società impone degli obblighi, dappertutto, dovunque ci si giri. Ho l’impressione  di passare da una cosa che devo fare  un’altra che devo fare  e così via. Tutto questo mi mette in una tensione costante, a un grado più o meno alto. Come aggiustarsi in […]

Il corpo e il pensiero sono completamente condizionati. La sola libertà è vedere questi condizionamenti! di Eric Baret

22 Gennaio 2011 Nessun commento

Tratto dall’archivio di 3emillenaire, a cura di L. Scalabrini. D. Perché aver lavorato tanto tempo ad un approccio corporale, mentre tutti i maestri delle grandi tradizioni non hanno smesso di ripetere che non si è il corpo e non si è il pensiero? E.B.    Prima di dire ciò che non si è, bisogna conoscere. Dire […]

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Reintegrazione di Eric Baret

2 Ottobre 2010 Nessun commento

La paura di non esser niente è allo stesso tempo la porta per essere. Finchè non si ascolta la paura, tutte quelle a cui si fa fronte sono paure subalterne. La paura primordiale è la paura originale. Prima o poi la si deve liberare da ogni oggettivazione e lasciarla imporsi in tutta la sua follia, la sua violenza. Quel passaggio è indispensabile. A poco a poco si realizza che si dice costantemente no alla paura, coprendola di concetti di giustificazione o di condanna.

Lasciare libera la percezione di Eric Baret

26 Settembre 2010 Nessun commento

Finché una cosa è ascoltata, c’è condizionamento. Un oggetto ascoltato è indissociabile dal soggetto che ascolta. Il soggetto non è indipendente dall’oggetto. Il tentativo dello yoga di ascoltare un oggetto non mira ad un ascolto puro della percezione, il che non esiste, ma lo spostamento dell’accento è da ciò che è ascoltato all’ascolto stesso. Per ragioni pedagogiche e pratiche, bisogna prima ascoltare qualcosa, ma siccome non è messo nessun accento su ciò che è ascoltato, l’oggetto è sentito libero da ogni relazione psicologica. Quando una percezione si lascia senza attesa, essa si dispiega naturalmente. Tutto ciò che si esprime, non può che morire.

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L’emozione essenziale di Eric Baret

25 Settembre 2010 Nessun commento

Se ogni volta che vedete le notizie alla televisione, siete traumatizzati dalle immagini dei bambini assassinati in Irak o altrove, astenetevi dal guardare la televisione. E’ una fuga, ma risponde alla non disponibilità del momento e deve essere ascoltata per potervi lasciare un giorno. Un militare avrà un altro sguardo!

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La morte di Eric Baret

16 Settembre 2010 Nessun commento

3ème  Millénarie n. 65 – Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini D: Mi piacerebbe sentire qualcosa sulla preparazione alla morte, sul suo senso, sul modo in cui si potrebbe prendere per affrontarla. E’ una domanda troppo pesante per voi? R: No, è leggera. Non c’è scelta. Si vive esattamente come si muore e si muore come […]

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La natura delle cose, è l’amore di Eric Baret.

11 Settembre 2010 Nessun commento

Eric BARET fedeltà a questo amore, è una vera fedeltà. Ma ogni volta che amo qualcuno, ogni volta che voglio essere amato, sono infedele alla mia autonomia e questa infedeltà costa molto cara: essa mi divide dalla mia risonanza, dall’amore vero La fedeltà all’amore non è qualcosa da fare, è ciò che si compie costantemente, tranne quando voglio amare o essere amato. Allora è un tradimento, un’impostura:l’ego che prova ad afferrare qualcosa. Amare qualcuno è una proiezione, un fantasma – proprio come non amare qualcuno.

Una vita senza storia di Eric Baret.

10 Settembre 2010 Nessun commento

3ème Millénarie n. 47 – Traduzione della Dr.ssa Luciana Scalabrini D. In questi anni, non si vive in un sogno doloroso? R. Tutti i sogni sono dolorosi. D: Ma c’è la felicità che esiste nel sogno, come c’è la pena… R: Certo, è questo che è doloroso. Ma la natura del sogno, è il risveglio; […]

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Non si può essere liberi domani di Eric Baret

6 Settembre 2010 Nessun commento

3ème Millénarie n. 51   E.B: Un incontro non è che un gioco. Giocare è essenziale. Per divertirsi. Bisogna essere dei bambini, cioè liberi dalla storia, dalla pretesa di sapere qualcosa, di essere qualcosa o di diventare qualcosa. Non ho nessuna risposta, non sono una biblioteca. Giocare potrebbe essere ascoltare se stesso. Se una sensazione, […]

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